{"id":369,"date":"2019-11-01T18:58:48","date_gmt":"2019-11-01T17:58:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.museimassacarrara.it\/?p=369"},"modified":"2019-12-10T19:11:31","modified_gmt":"2019-12-10T18:11:31","slug":"castello-aghinolfi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.museimassacarrara.it\/musk1\/castello-aghinolfi\/","title":{"rendered":"Castello Aghinolfi"},"content":{"rendered":"<div class=\"row\"><div class=\"span3\">\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-91 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.museimassacarrara.it\/musk1\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/logo13-aghinolfi.jpg\" alt=\"\" width=\"202\" height=\"202\" srcset=\"https:\/\/www.museimassacarrara.it\/musk1\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/logo13-aghinolfi.jpg 202w, https:\/\/www.museimassacarrara.it\/musk1\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/logo13-aghinolfi-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.museimassacarrara.it\/musk1\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/logo13-aghinolfi-160x160.jpg 160w\" sizes=\"(max-width: 202px) 100vw, 202px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"span9\">\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/maps.google.com\/maps?q=44.008651,10.167909&amp;num=1&amp;t=p&amp;ie=UTF8&amp;ll=44.008497,10.168447&amp;spn=0.015433,0.034246&amp;z=14&amp;output=embed\" width=\"100%\" height=\"250\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><br \/>\n<small><\/small><\/p>\n<\/div><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"toggle style4\"><div class=\"toggle-title \"><div class=\"status-icon fright\"><i class=\"fa fa-plus\"><\/i><\/div><span><i class='icon fa fa-map-marker'><\/i> Indirizzo<\/span><\/div><div class=\"toggle-inner\">Via Palatina, Montignoso<\/div><\/div>\n<div class=\"toggle style4\"><div class=\"toggle-title \"><div class=\"status-icon fright\"><i class=\"fa fa-plus\"><\/i><\/div><span><i class='icon fa fa-mobile'><\/i> Contatti<\/span><\/div><div class=\"toggle-inner\">tel. +390585816524<br \/>\nEmail: info@istitutovalorizzazionecastelli.it<br \/>\nSito:<a href=\"https:\/\/www.castelloaghinolfi.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"> www.castelloaghinolfi.it<\/a><\/div><\/div>\n<div class=\"toggle style4\"><div class=\"toggle-title \"><div class=\"status-icon fright\"><i class=\"fa fa-plus\"><\/i><\/div><span><i class='icon fa fa-clock-o'><\/i> Orari di aperura<\/span><\/div><div class=\"toggle-inner\">L'orario \u00e8 soggetto a periodiche variazioni, si consiglia pertanto di consultare la<a href=\"https:\/\/www.istitutovalorizzazionecastelli.it\/castelloaghinolfi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"> pagina dedicata<\/a> al castello aghinolfi all'interno del sito www.istitutovalorizzazionecastelli.it<\/p>\n<\/div><\/div>\n<div class=\"toggle style4\"><div class=\"toggle-title \"><div class=\"status-icon fright\"><i class=\"fa fa-plus\"><\/i><\/div><span><i class='icon fa fa-info'><\/i> Note:<\/span><\/div><div class=\"toggle-inner\">Ingresso a pagamento.<br \/>\nCome Arrivare: dall'Uscita autostradale di Massa seguire le indicazioni per il centro di Massa. All'incrocio semaforico della SS.1 Aurelia svoltare a destra e imboccare detta strada. Giunti all'altezza di Montignoso svoltare a sinistra e poi dopo poco pi\u00f9 di un chilometro svoltare a destra seguendo l'indicazione del castello.<\/p>\n<\/div><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<span class='dropcap dropcap-square'>F<\/span>rutto di innumerevoli interventi edilizi che fin dall\u2019 VIII secolo ne hanno modificato la struttura, il Castello per la sua posizione ha da sempre avuto un eccezionale ruolo strategico. Le diverse fasi di incastellamento sono oggi visibili grazie alla musealizzazione dello scavo archeologico all\u2019interno del Mastio ottagonale.<\/p>\n<p><strong>Storia<\/strong><\/p>\n<p>Nel medioevo il Castello Aghinolfi ebbe una particolare valenza strategica e fu conteso e ambito con secolari lotte dalle comunit\u00e0 di Lucca e Pisa, dalla signoria dei vescovi di Luni, dai Malaspina e dai loro consanguinei Marchesi di Massa. Le fonti scritte testimoniano l\u2019esistenza della rocca nei secoli dell\u2019altomedioevo: una pergamena datata 753, autentica nei contenuti sebbene rielaborazione tarda del documento originale, cita un oliveto situato nei pressi del \u201ccastellum Aginulfi\u201d.L\u2019antichit\u00e0 del documento (l\u2019atto pi\u00f9 antico riferito al castello, ritenuto autentico, risale al 764) ed il toponimo, di chiara origine longobarda, spinsero Alfredo d\u2019Andrade, grande esperto di architettura medievale del secolo XIX, a considerare il mastio ottagonale uno dei pi\u00f9 interessanti monumenti militari longobardi italiani.<\/p>\n<p>L\u2019importanza della fortezza di Montignoso, alla fine del secolo XVI e agli inizi del XVII, era tale per i Lucchesi da richiedere ulteriori interventi fortificatori soprattutto per proteggere il lato rivolto a levante, dove artiglierie nemiche avrebbero potuto infliggere gravi danni; tuttavia la costruzione di nuove murature sarebbe costata una ingente somma, pari a tremila scudi, e una commissione incaricata prefer\u00ec spendere una modesta cifra per rinforzare quelle gi\u00e0 esistenti.<br \/>\nNon si hanno notizie di interventi realizzati nel castello posteriormente al secolo XVII e lo stesso cadde in rovina verso la met\u00e0 del secolo XVIII. Carlo Lodovico di Borbone, Signore di Lucca, lo acquist\u00f2 per recuperarlo,ma il suo progetto non and\u00f2 a buon fine.<br \/>\nRecenti ricerche compiute in questi anni sul castello hanno riacceso l\u2019interesse per il monumento ed hanno impegnato l\u2019Amministrazione Comunale di Montignoso in un cospicuo intervento di recupero e valorizzazione. Le ricerche archeologiche e archeometriche, condotte di pari passo con i lavori di restauro, hanno consentito la scoperta di alcune importanti testimonianze e l\u2019acquisizione di specifiche conoscenze sulle tecniche costruttive medievali. In particolare le indagini, ancora in corso, hanno messo in luce i resti di una struttura muraria, forse quadrangolare, preesistente a quella ottagonale, datata, tramite tecniche archeometriche, all\u2019epoca carolingia. Gli esiti delle ricerche ed i risultati dei restauri si uniscono in una esposizione permanente relativa alla storia del castello.<\/p>\n<p><strong>Sede<\/strong><\/p>\n<p>La fortificazione, delimitata da un\u2019ampia cinta muraria post-medievale, presenta una complessa articolazione interna costituita da un\u2019area residenziale, il vecchio borgo, e da un\u2019area pi\u00f9 propriamente militare, contraddistinta dalla presenza del mastioLa strada panoramica che da Montignoso conduce a Strettoia attraversa l\u2019intera collina sulla quale sorge il castello Aghinolfi. In prossimit\u00e0 della cima, una via sterrata porta direttamente agli imponenti ruderi del castello, del quale appare, in mezzo alla ricca vegetazione, un grosso sperone: l\u2019estrema punta nord del complesso fortificato. Qui era collocata una guardiola sorretta da alcuni mensoloni ancora oggi visibili mentre, all\u2019interno del baluardo, si trova una torre a base semicircolare. La strada d\u2019accesso costeggia il bastione, realizzato su di una parete di roccia. E\u2019 su questo fianco, ad una distanza di circa 50 metri dallo sperone, che si trova l\u2019ingresso al castello, anticamente difeso da una bertesca. Si accede quindi all\u2019interno del primo cortile delimitato da un\u2019ampia cinta muraria con torri di fiancheggiamento. Dentro questo cortile erano collocati numerosi edifici, adoperati come rifugi dagli abitanti di Montignoso, in caso di pericolo. E\u2019 possibile scorgere ancora oggi alcune tracce di queste modeste strutture. Procedendo in direzione sud, dopo aver superato una doppia curva, la strada raggiunge la parte alta del castello, tramite un percorso scavato direttamente nella roccia e riparato verso mare da un parapetto. Al termine della rampa si trovava una porta, oggi non pi\u00f9 visibile, protetta da un ponte levatoio, la quale conduceva nella parte pi\u00f9 interna del castello, un secondo cortile sul cui perimetro erano state addossate numerose abitazioni. Varcata questa porta si trovava sulla sinistra la piazza d\u2019armi, di forma triangolare, contraddistinta da un cammino di ronda sorretto da numerosi archi e dominata dal mastio, un grosso edificio a base ottagonale unito ad una torre a base circolare tramite una cortina muraria. Questo elemento cos\u00ec articolato costituisce il lato sud della piazza d\u2019armi, dove \u00e8 possibile notare alcuni resti di una modesta cappella castrense, a base rettangolare.<\/p>\n<p>L\u2019elemento architettonico pi\u00f9 interessante del complesso fortificato \u00e8 il grosso edificio ottagonale, riconoscibile anche come il pi\u00f9 antico. Per quanto la documentazione scritta attesti la presenza di un\u2019opera fortificata gi\u00e0 nell\u2019VIII secolo, la struttura ottagonale \u00e8 cronologicamente assegnabile ai primi secoli del basso medioevo e sembra rivelare alcuni caratteri, come la ripartizione orizzontale a bande bicromatiche e le dimensioni interne della struttura, tipici di architetture non solo militari ma anche residenziali. Tramite una cortina muraria la struttura ottagonale era collegata alla torre a base circolare, definita nella documentazione come \u201cbaluardo di San Paolino\u201d. A questo complesso si accedeva tramite una scala retrattile collocata tra il terrapieno e l\u2019impianto ottagonale, successivamente sostituita da una scaletta in muratura, visibile nelle rappresentazioni ottocentesche e attualmente non pi\u00f9 esistente. Una volta saliti sul terrapieno, \u00e8 possibile accedere al baluardo di San Paolino, contraddistinto dalla presenza di resti di merlatura e da una scala a chiocciola che, scendendo all\u2019interno della struttura, conduce ad un\u2019ampia apertura dalla quale si poteva controllare l\u2019esterno delle mura. Dal terrapieno si raggiunge l\u2019interno dell\u2019edificio a base ottagonale. Internamente questa struttura, definita nella documentazione come \u201cbaluardo di San Francesco\u201d, \u00e8 contraddistinta dalla presenza di una torre circolare, sulla quale grava in parte il carico di una volta anulare continua che scarica, l\u2019altra met\u00e0 del suo peso, sulla muratura perimetrale.<br \/>\nLa volta, conservata solo in parte, sorregge un piano calpestabile, una terrazza, mentre la torre circolare, non propriamente concentrica, superava in altezza l\u2019edificio a base ottagonale svolgendo le funzioni proprie di una torre d\u2019avvistamento. E\u2019 proprio l\u2019ampia visibilit\u00e0, che dalla cima di Castello Aghinolfi si estende dalla costa toscana fino alla costa Ligure, a caratterizzare questa importante fortificazione.<\/p>\n<p>All\u2019interno del complesso architettonico sono individuabili strutture risalenti a momenti storici diversi. La torre ottagonale sembra riconducibile ai primi secoli del basso medioevo Recenti datazioni avvenute su frammenti di carbone inclusi nella malta assegnerebbero la costruzione ad un periodo compreso tra la met\u00e0 del secolo XI e la met\u00e0 del secolo XII. In quel periodo il castello Aghinolfi era costituito solamente dalla grossa torre, che assolveva nello stesso tempo alle funzioni di difesa e probabilmente di dimora. Tra le rovine non sono apprezzabili resti di strutture propriamente trecentesche, ma si possono attribuire a questo periodo alcuni interventi di risarcimento delle murature dell\u2019impianto a base ottagonale. Il castello sembra essere stato pesantemente modificato nel secolo XV, al quale potrebbe risalire l\u2019aspetto architettonico che attualmente lo contraddistingue. Una grossa torre a base circolare, assieme ad un terrapieno, aveva lo specifico ruolo di difendere nel versante montano l\u2019antica struttura ottagonale, che assumeva la funzione di mastio. Il complesso si componeva cos\u00ec di un ampio perimetro fortificato, definito nelle fonti scritte come primo procinto, e di un secondo procinto. La documentazione del XVI secolo riferisce dell\u2019esistenza di numerose abitazioni, circa 130, esistenti nei due procinti, delle quali sono oggi visibili solamente le fondamenta. Le case erano state erette dai Montignosini come rifugio in caso di pericolo e per questo motivo conservavano derrate alimentari, vino, olio e carne secca. Nel 1585 venne abbattuta la parte alta del mastio, ritenuta pi\u00f9 pericolosa che utile. Alla fine del cinquecento risale la sistemazione della piazza d\u2019armi, realizzata tramite la demolizione degli edifici adiacenti al mastio e, probabilmente, la costruzione del muro perimetrale est, con il cammino di ronda e gli accessi al corridoio sotterraneo.<\/p>\n<p>Il 1 Aprile 2001 il Castello viene riconsegnato alla comunit\u00e0 locale e ai visitatori dopo un restauro del Comune di Montignoso con un progetto affidato agli architetti Nicola Gallo, Antonio Silvestri e Andrea Tenerini. All\u2019interno, un pavimento in vetro mostra al vero la stratigrafia delle pavimentazioni antiche e degli oggetti ivi rinvenuti. Per l\u2019occasione \u00e8 stata realizzata anche un\u2019installazione multimediale permanente che, all\u2019interno del mastio restaurato, spiega le fasi evolutive del castello mediante ricostruzioni virtuali animate al computer. Nel 2008 sono terminati gli ultimi lavori di restauro che hanno reso fruibile il Parco Archeologico all\u2019 interno della cinta muraria esterna del Castello.<\/p>\n<p>Il castello si compone della struttura fortificata e di camminamenti sotterranei. All\u2019interno del Mastio ottagonale sono musealizzati i pi\u00f9 interessanti reperti ritrovati, che sono posizionati direttamente sugli strati archeologici corrispondenti. E\u2019 stata recentemente restaurata e aperta al pubblico la possente cinta muraria che comprende il parco archeologico.<\/p>\n<p>Il castello ospita mostre, estemporanee di pittura, spettacoli, concerti e manifestazioni enogastronomiche. Durante il periodo estivo \u00e8 allestito un punto ristoro. Gli spazi del castello si prestano a servizi fotografici e matrimoni.<\/p>\n<p>Oltre al regolare servizio di visita guidata l\u2019Istituto Valorizzazione Castelli organizza, su prenotazione, numerose attivit\u00e0 ludico-didattiche e visite animate, sia per scuole che per gruppi, finalizzate a condurre, attraverso giochi e laboratori, bambini e ragazzi alla scoperta dei segreti del castello e dei tesori della nostra provincia.<\/p>\n<div class=\"hr dashed_light\" style=\"margin:15px 0px !important;\"><\/div><div class=\"clearfix\"><\/div>\n<div class='video-embed'><div><iframe src='\/\/www.youtube.com\/embed\/QXz3BkLWhIQ?HD=1;rel=0;showinfo=0' width='500' height='300' class='iframe'><\/iframe><\/div><\/div>\n<div class=\"hr dashed_light\" style=\"margin:15px 0px !important;\"><\/div><div class=\"clearfix\"><\/div>\n<div class=\"row-fluid\"><div class=\"span4\"><div class=\"blog-item\"><figure class=\"thumbnail\"><img src=\"https:\/\/www.museimassacarrara.it\/musk1\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/logo-reloaded43-470x240.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><div class=\"blog-item-description\"><h6><a href=\"https:\/\/www.museimassacarrara.it\/musk1\/musei-in-valigia-reloaded-edition-il-gioco-del-sistema-museale-e-finalmente-in-versione-web\/\" title=\"Musei in valigia reloaded edition: il gioco del Sistema Museale \u00e8 finalmente in versione web!\">Musei in valigia reloaded edition: il gioco del Sistema Museale \u00e8 finalmente in versione web!<\/a><\/h6><div class=\"date\"><span>Febbraio 9, 2022<\/span><\/div><div class=\"blog-item-excerpt\"><p>NOVIT\u00c0! Da oggi sar\u00e0 possibile viaggiare virtualmente alla scoperta dei musei di Terre dei Malaspina e delle Statue Stele accompagnati da guide speciali che ci affiancheranno nella risoluzione di quiz e giochi.<\/p>\n<p>Non solo la versione on line del gioco distribuito. <a class=\"more\" href=\"https:\/\/www.museimassacarrara.it\/musk1\/musei-in-valigia-reloaded-edition-il-gioco-del-sistema-museale-e-finalmente-in-versione-web\/\">continua a leggere...<\/a><\/div><\/div><\/div><\/div><div class=\"span4\"><div class=\"blog-item\"><figure class=\"thumbnail\"><img src=\"https:\/\/www.museimassacarrara.it\/musk1\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/greenloc-01-470x240.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><div class=\"blog-item-description\"><h6><a href=\"https:\/\/www.museimassacarrara.it\/musk1\/accesso-mediante-green-pass\/\" title=\"Accesso mediante Green-Pass\">Accesso mediante Green-Pass<\/a><\/h6><div class=\"date\"><span>Agosto 4, 2021<\/span><\/div><div class=\"blog-item-excerpt\"><p>Si avvisano i gentili visitatori che l'accesso alle strutture gestite dall'Istituto \u00e8 consentito previa esibizione della Certificazione verde COVID-19 (EU digital COVID certificate detto anche GREEN PASS) corredato da regolare documento di identit\u00e0 in corso di validit\u00e0.<\/p>\n<p>Il certificato sar\u00e0 comprovato. <a class=\"more\" href=\"https:\/\/www.museimassacarrara.it\/musk1\/accesso-mediante-green-pass\/\">continua a leggere...<\/a><\/div><\/div><\/div><\/div><div class=\"span4\"><div class=\"blog-item\"><figure class=\"thumbnail\"><img src=\"https:\/\/www.museimassacarrara.it\/musk1\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/fotaghinolfi-10-470x240.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><div class=\"blog-item-description\"><h6><a href=\"https:\/\/www.museimassacarrara.it\/musk1\/il-castello-aghinolfi-aperto-da-venerdi\/\" title=\"Il Castello Aghinolfi aperto da venerd\u00ec\">Il Castello Aghinolfi aperto da venerd\u00ec<\/a><\/h6><div class=\"date\"><span>Luglio 13, 2021<\/span><\/div><div class=\"blog-item-excerpt\"><p>Il Castello Aghinolfi di Montignoso sar\u00e0 aperto tutti i giorni da venerd\u00ec 16 luglio fino a domenica 19 settebre con il nuovo orario seguente:<\/p>\n<p>dalle 10:00 alle 12:30 e dalle 16:30 alle 20:00<\/p>\n<p>L'ingresso \u00e8 a pagamento mediante la seguente bigliettazione:<\/p>\n<p>INTERO \u20ac5,00<\/p>\n<p>RIDOTTO. <a class=\"more\" href=\"https:\/\/www.museimassacarrara.it\/musk1\/il-castello-aghinolfi-aperto-da-venerdi\/\">continua a leggere...<\/a><\/div><\/div><\/div><\/div><div class=\"clearfix\"><\/div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Castello Aghinolfi di Montignoso sar\u00e0 aperto tutti i giorni<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":381,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"gallery","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[35],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.museimassacarrara.it\/musk1\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/369"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.museimassacarrara.it\/musk1\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.museimassacarrara.it\/musk1\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.museimassacarrara.it\/musk1\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.museimassacarrara.it\/musk1\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=369"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.museimassacarrara.it\/musk1\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/369\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":382,"href":"https:\/\/www.museimassacarrara.it\/musk1\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/369\/revisions\/382"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.museimassacarrara.it\/musk1\/wp-json\/wp\/v2\/media\/381"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.museimassacarrara.it\/musk1\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=369"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.museimassacarrara.it\/musk1\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=369"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.museimassacarrara.it\/musk1\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=369"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}