{"id":141,"date":"2019-12-02T08:45:58","date_gmt":"2019-12-02T07:45:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.museimassacarrara.it\/?p=141"},"modified":"2019-12-09T08:46:52","modified_gmt":"2019-12-09T07:46:52","slug":"mutamenti-2019-seconda-sessione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.museimassacarrara.it\/musk1\/mutamenti-2019-seconda-sessione\/","title":{"rendered":"MutaMenti 2019 seconda sessione"},"content":{"rendered":"<p>MutaMenti \u00e8 giunto alla terza edizione grazie alla forza dirompente di tutti coloro che hanno creduto e credono nel significato profondo di un festival provinciale che, partendo dalla bellezza dei luoghi dell'arte e della cultura disseminati sulla provincia di Massa-Carrara e valorizzando l'aspetto meraviglioso della musica jazz, quale musica delle contaminazioni, offre ad un territorio ed al pubblico qualcosa di unico.<br \/>\nInvestire in un progetto come MutaMenti, infatti, significa non solo investire nell'arte, nella cultura e nella conservazione e cura del Bello, ma anche investire su un territorio e credere che tale investimento sia la condizione di attivazione di risorse in grado di produrre ricadute ed effetti di natura economica oltrech\u00e9 di ordine culturale e sociale.<br \/>\nMutaMenti \u00e8 un festival che non ama parlare ad alta voce, ma sceglie di curare i dettagli e i pi\u00f9 piccoli particolari.<br \/>\nIl risultato \u00e8 qualcosa di diverso ed originale, qualcosa che resta nel tempo e che si concretizza come segno di una magica esperienza per tutti coloro che hanno avuto e avranno la fortuna di assistere a questa rassegna in cui si fondono la passione per il jazz e quella per castelli, musei, teatri e biblioteche di una provincia posta al confine ultimo della Toscana.<br \/>\n\u201cMutaMenti\u201d non \u00e8 quindi solo un Festival, ma un progetto che nasce da una serie fortunata di esperienze e di incontri, primo fra tutti quello dell'Istituto con l'armonicista jazz Max De Aloe, direttore artistico del festival, ed \u00e8 il risultato di un percorso intrapreso da diversi anni dall'Istituto e indirizzato a dare a musei, castelli e pi\u00f9 in generale ai luoghi della cultura, una nuova definizione non solo in termini di spazio fisico, ma anche di missione e di rapporto con il visitatore.<br \/>\nLa rassegna si definisce per una panoramica di spettacoli in linea con la multidisciplinariet\u00e0 che la caratterizza, ma anche con la pluralit\u00e0 dei luoghi di una terra che, posta tra mare e monti, al margine nord della Toscana, trova nel festival un'occasione per dar segno della propria forza e delle proprie molteplici sfaccettature. MutaMenti si chiama cos\u00ec perch\u00e8 punta al rinnovamento e al cambiamento delle prospettive. Non \u00e8 un festival destinato ad addetti ai lavori o a specialisti, ma un festival votato all'incontro e alla ricerca del bello nell\u2019arte, nella musica e nella cultura. MutaMenti ha come obiettivo il rinnovamento del ruolo dei luoghi della cultura e il superamento dell'ormai stereotipato steccato della separazione dei generi musicali e vuol essere un festival dove tutti possano trovare passione e coinvolgimento indipendentemente da una votata predilezione per la musica jazz tradizionale.<br \/>\nUn vero e proprio Festival itinerante, pronto ad avvolgere e coinvolgere il pubblico rendendolo partecipe del Bello e della sua conservazione attraverso una panoramica di spettacoli ambientati in strutture differenti, ma unite da un unico filo conduttore: quello di fare parte di un territorio poliedrico e ricco di sfumature.<br \/>\nEd \u00e8 proprio la cura del bello nella musica e nelle realt\u00e0 artistiche e culturali di un territorio una delle specificit\u00e0 del progetto. Cos\u00ec MutaMenti vuol essere un percorso che non si esaurisce nel tempo limitato dell'ascolto, ma permane nel tempo e per questo ha scelto di destinare tutti gli introiti derivanti dalla bigliettazione degli spettacoli ad interventi di valorizzazione sui beni culturali del territorio della provincia di Massa-Carrara .<\/p>\n<p>Dopo una prima sessione che da 18 al 29 settembre ha toccato i comuni di Massa, Licciana Nardi, Mulazzo, Pontremoli, Fivizzano e Filattiera, arriva adesso la seconda parte che andr\u00e0 dal 6 al 14 dicembre.<br \/>\nIl calendario della seconda sessione vede in programma:<\/p>\n<p>06\/12 \u2013 ore 21.30 Chiesa di Santa Maria della Rosa (Montignoso)<br \/>\nAnais Drago presenta \u201cSoloProject\u201d<br \/>\nAnais Drago violino, effetti e loop station<\/p>\n<p>Anais Drago SoloProject nasce in occasione del contest Amadeus Factory edizione 2018, concorso ideato dalla testata giornalistica Amadeus. Anais Drago si presenta come solista e si laurea vincitrice della categoria jazz, creando un repertorio basato su violino, effetti e loop station. Le musiche proposte sono principalmente composizioni originali, affiancate da alcuni jazz standard, il tutto riadattato e scomposto in una forma minimale dove si alternano momenti di orchestrazione istantanea ed estemporanea ad improvvisazioni in diversi stili musicali. Lo scopo del progetto \u00e8 mettere in luce le possibilit\u00e0 espressive e sonore dello strumento, sia nella sua forma classica, sia tramite l'utilizzo di effetti e suoni elettronici.<\/p>\n<p>8\/12 \u2013 ore 21.30 Teatro Quartieri (Bagnone)<br \/>\nVJ Collective presenta \u201cprogetto.originals\u201d<br \/>\nGianmarco Scaglia contrabbasso<br \/>\nDaniele Malvisi sax tenore<br \/>\nMirko Pedrotti vibrafono<br \/>\nPaolo Corsi batteria<\/p>\n<p>VJ Collective nasce come Collective stabile dell\u2019Associazione Valdarno Jazz, dall'idea del contrabbassista Gianmarco Scaglia in seguito condivisa da Daniele Malvisi e Mirko Pedrotti. Si tratta di un omaggio all\u2019interplay, una sorta di autoritratto a met\u00e0 tra ragione ed istinto, tra rigore e libert\u00e0 in un fluire di emozioni che si irradiano da un repertorio il cui unico desiderio resta quello di comunicare. In questo scorrere di energie ed idee, di volta in volta, il nucleo della formazione si apre a nuovi ospiti e diverse collaborazioni; tutto questo fa del progetto.originals un' esperienza unica nel panorama jazzistico europeo. Il repertorio e formato da composizioni originali dei componenti del gruppo senza disdegnare ricerche sonore di composizioni di autori contemporanei. I quattro musicisti insieme collaborano con grande energia e con rilassamento e creativit\u00e0 alla progressione sonora, armonica e ritmica del concerto in una sorta di quadro a volte naif a volte impressionistico o estemporaneo.<\/p>\n<p>12\/12- ore 21.30 Villa Magnolia (Tresana)<br \/>\nMAISLINDOS TRIO presenta \u201cUn omaggio alla Musica Brasiliana\u201d<br \/>\nFrancesco Schettino voce e giocattoli percussivi<br \/>\nErmes Pirlo fisarmonica, melodica, tamborin<br \/>\nMarco Zanardelli chitarra e cori<\/p>\n<p>Il trio propone un viaggio attraverso le sonorit\u00e0 ora lunari ed introspettive, ora pi\u00f9 sanguigne ed energiche, ora pi\u00f9 malinconiche e suadenti della Musica Popolare Brasiliana, proiettando lo spettatore in una dimensione \u201cmagica\u201d.<br \/>\nPer far questo i MAISLINDOS forti delle magiche sinergie sonore create da due strumenti come la chitarra e la fisarmonica, hanno scelto quelle che considerano alcune delle pi\u00f9 belle ed emblematiche pagine del repertorio di musica brasiliana scritte da Maestri del calibro di A. C. Jobim, C. Veloso, G. Gil, C. B. De Hollanda e le hanno quindi riadattate alla loro particolare formazione.<\/p>\n<p>13\/12 \u2013 ore 21.30 Centro Arti Plastiche (Carrara)<br \/>\nLUCIANA ELIZONDO MAX DE ALOE DUO presenta \u201cA BLIND DATE il folle incontro tra la viola da gamba e l'armonica\u201d<br \/>\nLuciana Elizondo viola da gamba e canto<br \/>\nMax De Aloe armonica cromatica e fisarmonica<\/p>\n<p>Sulla carta sar\u00e0 un incontro folle, nemmeno ipotizzabile dai pi\u00f9 conservatori della musica, quello tra la viola da gamba e l'armonica cromatica. Un vero appuntamento al buio.<br \/>\nE' probabile che la viola da gamba, strumento antico nato sul finire del XV secolo e generalmente usato alla corte di principi e re o nei salotti aristocratici del periodo, non abbia mai incontrato l'armonica, considerato invece lo strumento pi\u00f9 popolare che ci sia.<br \/>\n\"La voce umana\", questo \u00e8 il nome con cui da sempre \u00e8 chiamata la viola da gamba con il suo suono profondo e vellutato, mentre l'armonica si accontenta dalla sua nascita dell'appellativo di \"il violino dei poveri\". Il nobile e il popolare s'incontrano.<br \/>\nUn incontro architettato da due musicisti curiosi e soprattutto grandi interpreti dei loro strumenti. Da una parte la violista argentina Luciana Elizondo che, pur essendo attiva nella musica antica non disdegna incursioni nella musica popolare del '900, soprattutto della propria cultura latino americana. Dall'altra Max De Aloe, tra i pi\u00f9 attivi armonicisti jazz della scena jazz europea, ma anche noto da sempre per voglia di sperimentare e aprirsi a mondi musicali diversi.<br \/>\nIl repertorio del duo spazier\u00e0 infatti dalla musica antica al jazz, dalla musica popolare ai brani originali scritti dai due interpreti.<br \/>\nLuciana Elizondo ha anche recuperato l'antica tradizione rinascimentale di cantare suonando la viola da gamba, eseguendo anche musiche del folklore latinoamericano.<\/p>\n<p>14\/12\u2013 ore 21.30 Biblioteca Civica (Aulla)<br \/>\nLUKAS ORAVEC ITALIAN QUARTET<br \/>\nLukas Oravec tromba e filicorno<br \/>\nDaniele Gorgone piano<br \/>\nMarco Piccirillo contrabbasso<br \/>\nPasquale Fiore batteria<\/p>\n<p>Lukas Oravec trombettista di origine slovacca con il suo quartetto italiano propone un repertorio di composizioni originali dal suono graffiante e granitico. Sonorit\u00e0 american mainstream anni 2000 con frequenti cambi di metro e scomposizioni ritmiche che esaltano lo spettatore e la perizia del quartetto.<br \/>\nNon mancano al sound del gruppo elaborati arrangiamenti di grandi standard della tradizione jazzistica unite a coinvolgenti ballad dei pi\u00f9 grandi autori della musica afroamericana per eccellenza.<br \/>\nUn quartetto che colpisce per affiatamento, grande senso dell'interplay con improvvisazioni complesse e allo stesso tempo coinvolgenti ed emozionanti.<\/p>\n<p>Alcune novit\u00e0 per questa terza edizione<br \/>\nIl festival \u00e8 entrato a far parte, da questa annualit\u00e0, della rete dei principali festival jazz italiani, con l'ingresso nell'Associazione I-Jazz che da anni persegue l\u2019obiettivo della diffusione di progetti collegati al jazz .<br \/>\nMutaMenti ha scelto di valorizzare il territorio associando ad ogni spettacolo un percorso degustativo presso produttori di eccellenza della provincia.<br \/>\nA questo nuovo aspetto della programmazione si aggiungono la collaborazione con Federalberghi Costa Apuana e con altre strutture ricettive del territorio che garantiscono una scontistica sull'ospitalit\u00e0 a tutti coloro che decideranno di soggiornare sul nostro territorio per partecipare al Festival.<\/p>\n<p>Com'\u00e8 stato possibile realizzare MutaMenti<br \/>\nL'Istituto Valorizzazione Castelli, sostenuto dalla Provincia e dai diversi Comuni soci I.V.C.(Aulla, Massa, Carrara, Montignoso, Bagnone, Tresana, Filattiera. Fivizzano, Pontremoli, Mulazzo, Licciana Nardi), ha portato avanti un lavoro costante di raccolta fondi per la realizzazione del festival che ha visto come fonte principale di sostegno sponsor privati oltre che la Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara.<br \/>\nMutaMenti vede coinvolti nella sua realizzazione la Regione Toscana in riferimento alla Rete Provinciale delle Biblioteche e l\u2019Accademia delle Belle Arti di Carrara.<\/p>\n<a href=\"https:\/\/www.istitutovalorizzazionecastelli.it\/mutamenti\/\" target=\"_self\" class=\"button  default medium simple alignnone\" > Maggiori informazioni <\/a>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MutaMenti \u00e8 giunto alla terza edizione grazie alla forza dirompente<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":142,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.museimassacarrara.it\/musk1\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/141"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.museimassacarrara.it\/musk1\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.museimassacarrara.it\/musk1\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.museimassacarrara.it\/musk1\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.museimassacarrara.it\/musk1\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=141"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.museimassacarrara.it\/musk1\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/141\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":143,"href":"https:\/\/www.museimassacarrara.it\/musk1\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/141\/revisions\/143"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.museimassacarrara.it\/musk1\/wp-json\/wp\/v2\/media\/142"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.museimassacarrara.it\/musk1\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=141"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.museimassacarrara.it\/musk1\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=141"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.museimassacarrara.it\/musk1\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=141"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}