Museo dell’Emigrazione della Gente di Toscana

 

Indirizzo
Castello di Lusuolo - Lusuolo, Mulazzo
Contatti
tel.: 0585 816524
Email: info@istitutovalorizzazionecastelli.it
sito web: www.museogenteditoscana.it
Orari di aperura
L'orario è soggetto a periodiche variazioni, si consiglia pertanto di consultare la pagina dedicata al castello all'interno del sito dell'Istituto Valorizzazione Castelli

 

Ancora un castello, quello di Lusuolo, nella terra che ne conserva cento, raccoglie e documenta uno degli aspetti caratterizzanti la Lunigiana e la Toscana. Quell’ emigrazione impetuosa che ha portato paesi interi dell’ Appennino in Europa ed Oltremare è raccontata in un intenso museo regionale.

Sede

Il Castello di Lusuolo si pone a difesa dell’omonimo abitato e dell’importante viabilità: domina infatti un guado sul fiume Magra, attivo fino ai primi anni del ‘900, ed un tratto della valle dove le colline, stringendosi intorno al corso d’acqua, rendevano facile il controllo della Via Francigena. Apparteneva in origine al feudo di Corrado l’Antico, Marchese di Mulazzo, ma le strutture più antiche attualmente visibili si possono far risalire alla metà del XIV secolo, quando Lusuolo diviene la sede marchionale di un feudo autonomo che aveva come primo marchese Azone Malaspina e comprendeva Canossa, Tresana, Giovagallo, Riccò, Podenzana, Aulla, Bibola, Pallerone, Brina, Ponzano, Montedivalli, Gorasco, Beverino, Madrignano, Calice e Veppo. Nel 1450 cade nelle mani della famiglia genovese dei Campofregoso che lo demoliscono parzialmente. Giovanni Antonio da Faie, cronista lunigianese del Quattrocento, scrive: “Del mexe de setenbre de 1450 vengono li maestri edifichatori per parte del duxe de Zenoa chi era meser Lodovico de Canpo Fruxghoso per inzegnare de fare derochare el castelo de Loxolo el quale per asedio l’avea avuto e nota che era un di beli casteli de Val de Magra”. I marchesi Malaspina di Lusuolo, nel mezzo delle rivalità tra Firenze, Genova e Milano per il controllo della Lunigiana e delle sommosse dei sudditi, cedono il feudo e la Signoria ai Granduchi di Toscana. Il Castello viene quindi ampliato per opera dei fiorentini all’inizio del ‘600. Il borgo costituisce un tipico esempio di insediamento sviluppato lungo un solo asse viario, coincidente con il dorso di un colle, il cui punto più alto è dominato dal castello. Il nucleo abitato assume una forma rettangolare, le cui estremità, che coincidono con gli unici accessi al borgo, vengono protetti con possenti cortine murarie. Si hanno notizie della chiesa di Loxolo a partire dal 1187, ricordata nelle carte del capitolo di Luni e compare nel privilegio di Gregorio VIII come dipendenza della vicina pieve di Vico, detta oggi pieve di San Martino di Castevoli.

Il Museo

Il Museo dell’Emigrazione della Gente di Toscana è nato nel 2004 dalla collaborazione tra il Centro di Documentazione dell’Emigrazione operante presso la Comunità Montana della Lunigiana, la Regione Toscana, il Consiglio dei Toscani all’Estero e il Comune di Mulazzo con l’obiettivo di conoscere e valorizzare il fenomeno dell’emigrazione toscana nel mondo.

E’ stato pensato ed è organizzato su due livelli: uno fisico ed uno virtuale. Nel primo, ospitato tra le mura del Castello di Lusuolo, c’è la biblioteca, la mediateca, una sala conferenze, uno spazio per la visione o l’ascolto di audiovisivi e si sviluppa l’allestimento museale che propone il percorso della mostra “Gente di Toscana”, con le storie di chi ebbe la necessità e il desiderio di partire verso terre lontane, arricchito da oggetti e documenti dell’epoca ed “animato” dalla proiezione di videodocumentari dal forte coinvolgimento emotivo.

Il secondo livello è invece costituito dal sito del museo, attraverso il quale è possibile la consultazione on-line delle informazioni e del materiale recuperato attraverso il lavoro di ricerca (testimonianze, lettere, fotografie, documenti che gli emigrati toscani hanno messo a disposizione del Museo e dei suoi utenti).

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